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1796 - MONTE S. GIOVANNI BATTISTA -...
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1796 - MONTE S. GIOVANNI BATTISTA - Regio Editto 22 Aprile 1681 - 10 ottobre 1792 - 11 gennaio e 19 Novembre 1793 - Torino

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1796 - Monte di S. Giovanni Battista 
Regio Editto 22 Aprile 1681 - 10 ottobre 1792 - 11 gennaio e 19 Novembre 1793 - Torino

STATI PREUNITARI ITALIANI - PIEMONTE
Nella parte centrale in alto lo stemma di Torino (dimensioni 22x38 cm circa - in pergamena)

TORINO - 11 GENNAIO 1796

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Description

Certificato nominativo di credito di luogo e frazioni da lire 250 ciascuno.  Pergamena stampata con iscrizioni manuali. Torino 11 gennaio 1796.  22x 38 cm. Superba riproduzione nel campo superiore dello stemma araldico di Torino. Bollo fiscale a inchiostro per soldi due. Il documento è autentico. Il Monte fu “eretto dall’Illustrissimo Città di Torino, contessa di Grugliasco e signora di Bejnasco”, secondo il regio editto del 22 Aprile 1681 e successivi Capitoli e Regi Editti degli anni 1792 e 1793. Rarissimo e magnifico documento dell’epoca preunitaria. 

Un documento unico o quasi. Quello di cui parliamo oggi è un titolo del 1796 emanato dal Monte di San Giovanni Battista di Torino istituito con regio editto il 22 aprile 1681. I monti, nella prima età moderna, vengono istituiti da una città o da uno stato proprio per acquistare nuovi capitali privati da utilizzare per eventuali guerre, per costruire opere pubbliche e per fronteggiare emergenze improvvise tra cui le calamità naturali. I monti si finanziavano attraverso le tasse. Con queste entrate il monte poteva pagare gli interessi annuali. Ciascun monte poteva avere una o più “erezioni” per una somma fissa sui 100mila scudi, equivalente per esempio agli attuali buoni del tesoro. Ciascuna “erezione” era costituita da un numero fisso di “luoghi” di cento scudi equivalenti alle attuali obbligazioni che potevano non avere una scadenza, oppure scadevano alla morte del proprietario. Per ogni emissione veniva stabilito un tasso di interesse annuo  a seconda dell’andamento della domanda da parte degli acquirenti.

Pietro_Micca
Pietro Micca – vero nome Pierre Micha – (Sagliano Micca, 5 marzo 1677[4] – Torino, 30 agosto 1706) è stato un militare italiano. Arruolato come soldato-minatore nell’esercito del Ducato di Savoia, è storicamente ricordato per l’episodio di eroismo nel quale perse la vita e che consentì alla città di Torino di resistere all’assedio francese del 1706, durante la guerra di successione spagnola.

Il contesto storico in cui si inserisce questo documento ci riporta agli albori del XVIII secolo, durante la guerra di successione spagnola quando Torino viene più volte minacciata dall’esercito francese. Nel 1706 la città subisce un lungo assedio, durato 117 giorni. La cittadella resiste eroicamente anche grazie alle gallerie di contromina e al sacrificio di uomini valorosi come Pietro Micca, capace di fermare l’avanzata francese dei nemici nei cunicoli della Mezzaluna.

Liberata infine dalle forze austro-piemontesi di Vittorio Amedeo II di Savoia e del Principe Eugenio, dopo il trattato di Utrecht, Torino diventa seconda città del Regno di Sicilia, poi scambiato, in ottemperanza del trattato di Londra del 1718, col Regno di Sardegna.

Per ringraziare la Madonna per la vittoria sui francesi, nel 1715 Vittorio Amedeo II fa erigere la Basilica di Superga, progettata da Filippo Juvarra. (Luogo che sale tristemente agli onori della cronaca il 4 maggio 1949, quando l’aereo sui cui viaggia il grande Torino di Velentino Mazzola, si schianta sulla collina proprio nei pressi della basilica provocando la morte di tutti i giocatori di quella leggendaria squadra).

Torino, neonata capitale del Regno di Sardegna, vive un periodo di splendore per tutto il secolo anche se è continuamente minacciata dalle mire espansionistiche di Luigi XV di Francia.

In città, viene completato il Palazzo Reale, evoluzione della precedente residenza dei duchi di Savoia e piazza Castello viene completata con imponenti palazzi creati per farne il palcoscenico della vita politica. Nel 1740 viene inaugurato il Teatro Regio, realizzato da Benedetto Alfieri. Nel 1752, su un’area già destinata a spettacoli equestri e circensi, viene realizzato il Teatro Carignano. Un incendio nel 1786 lo distrugge ma viene dopo poco ricostruito.
L’aumento della popolazione rende necessario l’innalzamento degli edifici. La città viene divisa in quattro quartieri (Cittadella, Via Nuova-San Salvario, Porta Palazzo, Vanchiglia), a loro volta suddivisi in 60 cantoni e 119 isole. Nel 1752 vengono terminati i Giardini Reali. Il 1777 vede l’apertura del primo cimitero fuori le mura, quello di San Pietro in Vincoli, segnando così l’abbandono dell’usanza delle sepolture all’interno delle chiese.

Il 1700 è anche il secolo in cui sorgono le residenze sabaude fuori città, come la Reggia di Venaria Reale, il Castello di Moncalieri e la Palazzina di caccia di Stupinigi.
Anche dal punto di vista culturale Torino è all’avanguardia: nel 1783, nasce l’Accademia delle Scienze, che diventa il centro culturale dei maggiori scienziati europei, tra cui Joseph-Louis Lagrange e Giovanni Battista Beccaria. Tra i personaggi di spicco di questo periodo ricordiamo il tipografo Giambattista Bodoni, il drammaturgo Vittorio Alfieri e il politico e storico Carlo Botta. Proprio quest’ultimo, sarà tra gli intellettuali che aderiscono alla massoneria torinese, sulla più ampia onda delle idee illuministe. Tuttavia, il conservatorismo, dettato dalla monarchia assoluta, fa del Regno piemontese uno stato sì potente, ma ancora arretrato a livello di industrializzazione. E nonostante l’ammodernamento della città, voluto nel XVIII secolo dai sovrani Vittorio Amedeo II, Carlo Emanuele III e Vittorio Amedeo III, le sacche di povertà tra la popolazione rimangono ampie e profonde.

Il valore di catalogo del documento allo studio oggi è alto, circa 5mila euro. Il motivo è semplice: se ne conoscono un paio di esemplari. Per questo si può prevedere a livello collezionistico una rivalutazione nel tempo.

 

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Monte di s. Gio. Battista. Titolo nominativo intestato alle Compagnie del Rosario e del Carmine di Villafranca del Piemonte di 124 centesimi di luogo, 10 vigesimi e 2 duodecimi. Interesse 4% – Torino 12 Marzo 1794. Con sigillo con stemma in bronzo. In perfetto stato di conservazione.

Il Regno di Sardegna – dopo la Guerra di successione spagnola – in forza dei trattati di Londra del 1718 e dell'Aia del 1720, l'8 agosto 1720 passò a Vittorio Amedeo II di Savoia cui associò gli Stati ereditari della Casata formati dal Principato di Piemonte con il Ducato di Savoia, la Contea di Nizza e di Asti, il ducato di Aosta, il ducato del Monferrato, la signoria di Vercelli, il marchesato di Saluzzo ed una parte del ducato di Milano (a questi si aggiunse poi il Ducato di Genova, in seguito all'annessione della Repubblica di Genova decisa dal Congresso di Vienna). La denominazione di Regno di Sardegna cominciò ad essere utilizzata progressivamente per indicare l'insieme dei possedimenti sabaudi anche se formalmente il Regno di Sardegna continuò ad essere limitato all'omonima isola ed essere istituzionalmente distinto dai cosiddetti "Stati di terraferma" della dinastia sabauda, condividendone solo il capo dello stato, re per i sardi, duca per i savoiardi, principe per i piemontesi ecc. Per indicare ufficialmente l'insieme dei possedimenti sabaudi si usava il termine "Stati del Re di Sardegna”. Soltanto la fusione perfetta del 1847, ratificata da Carlo Alberto su richiesta delle istituzioni della Sardegna, diede vita ad uno stato unitario; esso comprendeva tutti i precedenti stati sabaudi e gli venne mantenuta la denominazione di Regno di Sardegna ma subendo una totale trasformazione del suo ordinamento giuridico, con una carta costituzionale, lo Statuto Albertino,"Statuto del Regno Sardo o Statuto Fondamentale della Monarchia di Savoia del 4 marzo 1848 (noto come Statuto Albertino)", una nuova organizzazione amministrativa e doganale, un unico parlamento e una nuova capitale, Torino, da secoli residenza della dinastia.

Product Details

Place of issue
Torino
Year of issue
Nation of issue
Regno di Sardegna
Rarity Index
R11
Quotation Index
S16

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