SOC. ANON. PETROLI D'ITALIA 1 AZIONE GENOVA 1906

SOC. ANON. PETROLI D'ITALIA 1 AZIONE GENOVA 1906

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ID: 422

1 AZIONE AL PORTATORE

COSTITUITA CON DECRETI 19 GIUGNO E 28 LUGLIO 1906

Alla Ricerca del Petrolio, il Tempo dei Pionieri


1860
Ad Ozzano (Parma) la ditta Achille Donzelli esegue due pozzi profondi 32 e 45 metri(m), ottenendo 25 kg. di petrolio al giorno. A Ozzano si conoscevano allora 12 pozzi in muratura, di cui 6 produttivi. Il marchese Guido Dalla Rosa inizia le ricerche, avvalendosi della ditta Zipperlen, a Salsomaggiore (Parma). Vengono trivellati 7 pozzi intorno all'abitato con profondità di 357, 416, 575, 610, 683, 683 e 715 m..

1862
Un pozzo di ricerche d'acqua viene spinto a 680 m. presso Rivaltella (Reggio Emilia): «Durante lo scavamento affluirono nel pozzo varie vene d'acqua filtranti con tracce di petrolio che lo riempirono sino all'altezza di 34 m.- si legge in un resoconto dell'epoca - mentre svolgevasi in pari tempo una continua corrente di gas idrogeno carburato. A 600 m. di profondità il petrolio andava crescendo, e con esso l'emanazione di gas; quest'accesso all'imboccatura del pozzo esplodeva con veemente ma sordo scoppio, che attingeva il vertice della tettoia destinata a reggere la trivella».

1863
I sigg. Maurizio Laschi di Vicenza e Carlo Ribighini di Ancona perforano a Tocco Casauria (Pescara) un pozzo di 60 m. che darà 500 kg. di petrolio al giorno.

1864
La Société Française des Pétroles esegue un pozzo di 402 m. presso Chiavenna (Piacenza) con esito negativo.

1865
La produzione di Tocco Causaria raggiunge le 300 tonnellate (t).

1866
La ditta genovese L'Esploratrice perfora col sistema Kind presso Montecchino (Piacenza) un pozzo di 240 m., che risulta sterile: continuerà i lavori fino al 1878 con pozzetti superficiali; uno solo trova petrolio a 50 m. Il pozzo produce circa mezzo barile di petrolio al giorno. Alla società viene accordata la prima concessione ufficiale per lo sfruttamento (miniera di Montecchino).
I sigg. Gombi e Colla chiedono in concessione la zona di Vallezza e Neviano de'Rossi (Parma), costatandovi l'esistenza di molti pozzi, di cui 7 produttivi, della profondità di 40-50 m. ciascuno e produttivi di 2-5 lt. al giorno. La concessione è accordata nel 1868. Il sig. Ribighini distilla il greggio ottenuto dal pozzo di Tocco Causaria (Pescara), ridottosi a 120 t. anno, per produrre petrolio illuminante; riesce ad ottenerne meno di un terzo di olio lampante e due terzi di oli pesantissimi.

1867
Il petrolio estratto a Tocco Casauria si riduce a 50 t.: la ditta Fairmann scava due pozzetti (14 e 16 m.) sul Rio Pedrocchio (Modena) ; compare alla superficie «petrolio di colore ambrato, chiaro nell'uno e scuro nell'altro dei due pozzi «. Le ricerche non proseguono. La ditta Federer e Lanzi estrae 150 kg. di petrolio al mese da una galleria inclinata di 10 m. di lunghezza e 4 di profondità a Montegibbio ( pozzo pubblico dello Spallanzani ) in provincia di Modena, e quindi un pozzo di 60 m. La ditta Schwarzemberg scava due pozzi di 24 e 28 m., e poi uno di 20 m. presso il Rio Chianca (Modena). I sigg. Defendente e Zolesi eseguono pozzetti a mano, poi con mezzi meccanici, presso Rivanazzano (Pavia), rinvenendo a Rile gas e petrolio.

1868
La società Cassola di Napoli esegue le prime ricerche, con esito positivo, a S.Giovanni Incarico (Frosinone). Geologo della ditta è Antonio Stoppani; vengono prodotte 600 t. di petrolio. La Reverenda Camera Apostolica concede la miniera di Ripi (Frosinone) per 50 anni ai sig. Gualdi, che la trasferirà alla società Franco-Romaine.La società Asfaltene tenta di estrarre l'olio dai calcari asfaltici di Manoppello (Pescara). A Neviano de'Rossi (Parma) i proprietari di un terreno cominciano l'estrazione d'olio da preda mediante secchi, ottenendone circa 750 kg. al giorno da una trentina di pozzi profondi 40-50 m.; la coltivazione durerà quattro anni. A Parma si costituisce una società per la ricerca e l'estrazione del petrolio di Miano, che fa eseguire due pozzi artesiani col sistema americano di 124 e 206 m., trovando gas e petrolio. Non essendo intubati, franano e vengono abbandonati. La S.A. Abruzzese pei Minerali della Majella acquista tutti i pozzi e gli impianti di distillazione del sig. Ribighini; per utilizzare i giacimenti di bitume impianta a Lettomanoppello 30 storte e 2 alambicchi per estrarne olio greggio e provvede di altri apparecchi per la raffinazione uno stabilimento a Grottammare. Quest'ultimo non potrà funzionare perché gli abitanti si oppongono, non sopportando le esalazioni. La società si scioglie nel 1869, perché non può competere col prodotto americano importato. Nel suo breve esercizio produrrà solo poche centinaia di kg. di petrolio. Il governo accorda concessioni nei comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Prignano sulla Secchia e Montefestino (Modena).

Gli Stranieri Scoprono l'Italia 

1870
La Franco-Romanie esegue un pozzo a Ripi (Frosinone), rinvenendo petrolio.

1871
Si costituisce l'Accomandita Sacchetti & C. per lo sfruttamento del campo di S. Giovanni Incarico (Frosinone): le perforazioni danno buoni risultati. Il governo accorda concessioni nei Comuni di Rivanazzano e Retorbido (Pavia), le cui produzioni sono per alcuni anni assai esigue.

1872
Il conte Lodovico Marazzani riprende la ricerca nella concessione Montechino (Piacenza).
A S.Giovanni Incarico si scopre un deposito abbondante di petrolio. I sigg. Gombi e Colla rinunciano alla concessione nella zona di Neviano de'Rossi e Vallezza (Parma).

1873
Una società inglese rileva gli impianti della S.A. Abruzzese pei Minerali della Majella, ma fallisce. Un'altra, l'Anglo Italian Mineral Oils and Bitumen Co. Ltd, intraprende lavori presso Scafa in Abruzzo per estrarre e raffinare greggio da roccia asfaltica. Nel 1880 riuscirà, con vari forni, a produrre 100 q. di petrolio raffinato. Un'altra raffineria, dotata di due alambicchi da 5 t., sorge ad Orta per provvedere all'illuminazione pubblica di vari paesi d'Abruzzo. La ditta Achille Donzelli ottiene la dichiarazione di scoperta della miniera di Miano di Medesano (Parma), ove preesistono all'epoca 7 pozzi in muratura profondi dai 20 ai 60 m. e produttivi di petrolio: tre di loro producono in complesso 30 litri al giorno.

1874
La Franco-Romanie esegue a Ripi (Frosinone) un secondo pozzo produttivo d'olio. A Pietramala (Firenze) un società bolognese diretta dall'ing. Perreau esegue un pozzo di 55 m. incontrando gas e «forte odore di petrolio».

1877
La società Perreau, rilevata la concessione di Neviano de' Rossi (Parma), vi scava a mano un pozzo trovando due piccole vene di petrolio a 42 e 52 m.; un secondo pozzo risulta sterile. La concessione sarà trasferita per 15 anni al conte Giorgio De la Motte nel 1881 e da questi nel 1885 alla A. Deutsch & C. di Parigi, che vi lavorerà senza successo. A Salsomaggiore (Parma) il pozzo Trionfo di 308 m., eseguito dal marchese Dalla Rosa, dà violente eruzioni di gas e petrolio; la sua produzione di greggio arriva fino a 3750 kg. al giorno.

1878
Alcune trivellazioni vengono iniziate dal sig. Wickersham nella zona di Montechiaro-Rallio (Piacenza), ma non hanno seguito.

1879
Sorge a S. Giovanni Incarico (Frosinone) una raffineria per la distillazione del petrolio estratto localmente (602 t.) dalla Società delle Miniere Petrolifere di Terra di Lavoro, subentrata alla Sacchetti & C. Promotrice è la tedesca Schumann, Kuckler & C. La cattiva qualità del greggio consente all'impianto di produrre solo lubrificanti ed oli densi. La A. Donzelli, ripresi i lavori a Miano (Parma), ottiene la dichiarazione di scoperta del giacimento. Il conte Marazzani rileva da L'Esploratrice la miniera di Montechino.

1880
Riprendono le perforazioni a Tocco Casauria (Pescara) per opera di una nuova società fondata a Parigi dai sigg. Laschi e Ribighini, la Compagnie Française pour l'exploration de source pétrolifères de l'Italie et de leurs produits. Viene riattivata la piccola raffineria di Orta dal sig. Croizat, imprenditore dell'illuminazione pubblica con lumi a petrolio. Si chiude la raffineria di S.Giovanni Incarico, perché la crisi economica provoca, con l'interruzione di diverse trivellazioni, la mancanza della materia prima. Vengono praticati, per conto della A. Donzelli, i primi assaggi nella zona di Ozzano (Parma) con due pozzi murati, di 32 e 45 m. che ottengono piccole quantità di petrolio.

1881
Sono attive le concessioni dei comuni di Fornovo Taro, Lesignano dei Bagni e Langhirano (Parma). Il sig. Crespi inizia la perforazione di diversi pozzi presso Salice (Pavia) con risultati soddisfacenti; due anni più tardi abbandonerà per incapacità tecnica. In Abruzzo, la compagnia francese degli scopritori del greggio a Tocco Casauria ( Pescara) perfora nella zona altri tre pozzi positivi, di cui uno a 470 m., cifra eccezionale per quei tempi, e a Rile dell'Olio (Pavia), ove i pozzi producono gas con tracce di olio; quindi abbandona per dissesto finanziario. La ditta Albicini esegue dei pozzetti a mano a Marzolara (Parma). Nel 1881-82 si perforano a Ravanazzano (Parma) vari pozzi col sistema canadese.

1883
Nella valle del Pescara vengono prodotte 125 t. di petrolio.

1884
Un pozzo scavato a Salsominore (Parma) rivela a 115m., una vena che produrrà 5 t. di petrolio al giorno. La A.Deutsch & C. subentra alla Sergardi nello sfruttamento del campo di Ozzano (Parma), ove perfora tre pozzi produttivi di petrolio (produzione un barile al giorno), di cui due a macchina col sistema Fauvelle e uno a mano, raggiungendo con i primi i 204 e i 206 m., e con il terzo gli 80 m.

1885
La A. Zipperlen & C. esegue, per conto della Chiostergi & C., un pozzo sterile nella concessione Salsomaggiore. Il campo di Miano (Parma) viene ceduto alla A. Deutsch, che vi fa perforare a macchina un pozzo di 180 m.; incidentato, viene interrotto. Le Terme di Salsomaggiore costruiscono la raffineria di Borgo S . Donnino, capace di lavorare annualmente 1000 t. di petrolio e 140 t. di benzina. La produzione emiliana oscillerà, fino al 1890, da un minimo di 112 a un massimo di 350 t.; quindi aumenterà per gli sforzi rinnovati degli industriali dopo l'aumento del dazio sul petrolio.

1887
La A.Zipperien & C. perfora a Castignacce (Parma) con esito negativo.

1888
Quest'impresa inizia le ricerche nella valle del Chero presso Valleja (Piacenza), dove i fuochi di Valleja erano noti da tempi antichissimi; il canonico Serafino Volta nel 1781 aveva scritto che quelle sorgenti gassose erano alimentate da petrolio naturale sotto forma di vapore: «Dalla fermentazione di animali e vegetali sepolti si formava il petrolio, che distillando per effetto del calor sotterraneo si trasformava in nafta, che a sua volta finiva per elaborarsi in vapori.» Un pozzo perforato a Salsomaggiore raggiunge i 683 m., e dà acque minerali, gas e poco petrolio. La ditta A Zipperlen & C. si trasforma in Société Française des Pétroles Zipperlen & C. Poi la A. Deutsch & C. perfora a Ozzano un pozzo a mano di 63 m. trovando un po' di petrolio.

1889
Il sindacato tedesco Petrolwerk Montechino, Huber & C. fa eseguire dalla Zipperlen 14 pozzi, quasi tutti a macchina, di profondità varianti da 87 a 299 m. a Montechino (Piacenza), dopo aver rilevato l'anno prima la concessione dal conte Marazzani; abbandona i lavori nel 1897 in seguito a minimi ritrovamenti di gas e petrolio (produzione 100 lt. al giorno) e a venute d'acqua.

Finisce il Secolo, Inizia la Produzione di Gas


1890
La ditta Bonariva di Bologna conduce una ricerca a S. Michele di Cavanna (Parma). Si tenta di produrre olio illuminante dai giacimenti di calcari asfaltici del Ragusano, la Société Française des Pétroles perfora 5 pozzi presso Velleja (Piacenza); in uno, profondo 125 m., scopre un giacimento capace di produrre 400 lt. di greggio al giorno. Nel 1910 i pozzi diventeranno 217 e la loro profondità varierà da 448 a 909 m.; tra il 1892 e il 1910 produrranno circa 34 mila t. di petrolio. Un pozzo di 253 m. viene perforato senza esito a Montechiaro-Rallio (Piacenza).

1891
Il conte Marazzani ottiene la dichiarazione di scoperta della miniera di Montechino, e due anni più tardi la concessione. La Huber di Monaco di Baviera scava fino al 1895 sul Rio Canei (Bologna) 4 pozzi profondi dai 20 ai 210 m., dei quali tre a mano ed uno a macchina: in uno solo vengono trovati piccoli quantitativi di gas e olio. A Monte Falò (Bologna) viene scoperta della cera fossile (Hachettina); in seguito alla scoperta, il sig. Samuele Mattei scaverà nel 1892 e 1894 alcuni piccoli tratti di galleria nelle quali, oltre a piccole quantità di cera in scaglie, raccoglierà anche un po' di petrolio. Altri due pozzi, di 15 e 18 m., sono perforati nell'alveo del Rio della Palazzina (Bologna): gas con odore di petrolio. La ditta Sergardi riprende dalla A. Deutsch il campo di Ozzano (Parma) e vi fa perforare dalla Bonariva un pozzo di 128 m., ottenendone 445 t. di greggio e del gas. Sempre ad Ozzano un pozzo di 200 m., perforato dalla Sergardi, taglia a 184 m. un orizzonte petrolifero con produzione giornaliera da 410 a 2800 kg. di greggio. Poi si verifica un franamento che riduce molto la produzione. Per conto della Sergardi, la Bonariva esegue a Neviano de' Rossi (Parma) una trivellazione, con risultati insoddisfacenti. A Fiorenzuola d'Arda (Piacenza) sorge una raffineria della ditta Clère & C., approvvigionata con petrolio di Montechino da un oleodotto di 30 Km.; l'anno seguente la proprietà dell'impianto passerà alla Société Française des Pétroles e lavorerà fino a 25 mila lt. di greggio al giorno. La Zipperlen & C. presso Velleja e la Marazzani a Montechino aumentano l'attività esplorativa producendo in complesso 1010 t. di petrolio. L'ing. Attilio Magnaghi ottiene la dichiarazione di scoperta e la concessione per gas combustibili della sorgente di Corniglio (Parma) per l'illuminazione di tale paese; la portata del gas «misurata con l'anemometro», è di 300 metri cubi (mc) al giorno.

1892
Inizia lo scavo a mano di un pozzo sulla destra del Rio dell'Olio (Bologna), si ha un'abbondante fuoruscita di gas e si raccoglie qualche litro di petrolio; il pozzo viene sospeso nel 1896 dopo essere stato approfondito fino a 64 m. La ditta Zipperlen nel 1892-93 perfora un pozzo di 228 m. presso Sassuolo (Modena).

1893
Viene ceduta alla Società dei petroli Montechino la miniera omonima. La ditta Bonariva esegue per conto della concessionaria Sergardi un pozzo di 185 m. a Neviano de'Rossi e a Vallezza, trovando gas e alcuni quintali di petrolio (80-90 kg. per settimana dal pozzo detto Stoppani, poi franato).
1894
Cessa la coltivazione del campo di S.Giovanni Incarico (Frosinone). La Société Française des Pétroles perfora un pozzo di 402 m. presso Chiavenna (Piacenza), incontrando qualche manifestazione di gas.

1895
I campi parmensi Neviano ed Ozzano vengono affittati dalla concessionaria Sergardi alla Société Française des Pétroles, che restituisce il primo, senza avervi eseguito lavori, e perfora due pozzi di 200 m. ciascuno nel secondo, trovando petrolio: uno dei due ne fornirà in tutto 2 t. La ditta Marchand trivella un pozzo di 670 m., che risulta sterile, nell'alveo del Rio Chianca (Modena). In un pozzo scavato a mano nel Rio Sassuno (Bologna) si trovano tracce di petrolio.

1896
La Société Française des Pétroles perfora nel Parmense due pozzi a Torre di Traversetolo ed uno di 156 m. a Miano, che fornisce un po' di petrolio, ma viene poi abbandonato per venute di gas e d'acqua. Il barone di Marenhoiltze esegue a Pietramala (Firenze) un pozzo di 360 m., incontrando forti manifestazioni di gas con tracce di petrolio, ma interrompe la ricerca per incidenti tecnici. Il sig. Jacques Guilbert scava un pozzo di 505 m. presso Fornovo (Parma) «incontrando molti segni di gas». Nel permesso Respiccio (Parma) viene iniziato un pozzo che negli anni seguenti verrà scavato fino a 160 m., senza risultato.

1897
La Società Petrolifera Italiana scava presso Roffeno Musiolo (Bologna) un pozzo di 35 m., dove rinviene gas «e uno straterello roccioso avente forte odore di petrolio».

1898
La Tatti & C. esegue scavi a piccola profondità presso Ca' Guagnina (Pavia), «incontrando gas e forte odore di petrolio». Nella concessione Montechino (Piacenza) alla Huber subentra il francese Léon Marchand che costituisce la Pétroles de Montechino. Con nuovi criteri di perforazione realizza una settantina di pozzi nelle località Righi e Acquapuzza a profondità dai 594 ai 944 m., incontrando diversi orizzonti petroliferi e gassiferi. La produzione dal 1902 al 1910 ammonta a 36.684 t. La Société Française des Pétroles trivella un pozzo di 200 m. a Borgo Taro (Parma), senza risultati.

1899
La Société Lyonnaise d'Exploitations Pétrolifères inizia a Tocco Casauria (Pescara) un sondaggio che interromperà tre anni più tardi a 448 m., per morte del titolare e scioglimento dell'azienda. La ditta Sergardi, succeduta nella concessione di Miano (Parma), fa eseguire quattro perforazioni a braccia di 76, 36, 75 e 56 m.; la prima, la terza e la quarta producono gas,la seconda alcuni quintali di petrolio.

1900
Il cav. Luigi Scotti di Piacenza (1859-1933), ex maestro elementare ed uno dei più illustri pionieri della ricerca, crea l'Accomandita per azioni Curietti-Anselmi & C., che inizia perforazioni nel Piacentino.

1901
La Société des Pétroles et Perforation Artésiennes trivella presso Nicosia (Catania) 3 pozzi di 76, 148, 423 m., trovando poco gas e tracce di petrolio. Abbandonerà i lavori due anni più tardi. Nel 1901-02 la Huber perfora a Montagna del Riglio (Piacenza) 6 pozzi profondi da 80 a 230 m., due dei quali rinvengono petrolio (600 lt. al giorno) ed uno anche di gas. La ditta si ritira per dissesto finanziario.

1902
Si costituisce a Piacenza, per iniziativa del cav. Scotti, l'Accomandita Italiana Petroli Scotti & C. Vengono perforati 3 pozzi presso Velleja in zona Arceni (Piacenza), a 340, 460 e 640 m.; in due di essi si trovano gas e qualche centinaio di litri di petrolio. La Sergardi cede la concessione di Ozzano alla The Italian Petroleum Ltd, i cui lavori danno risultati positivi.

1903
L'Accomandita Curletti-Anselmi esegue 3 pozzi a Rallio di Montechiaro, uno dei quali di 312 m., raggiunge uno strato mineralizzato a petrolio; ma una forte eruzione, che provoca esplosioni, incendi e numerose vittime, obbliga a rinunciare ai lavori, che verranno ripresi dopo il 1906 dalla Società Petroli d'Italia (Spdi).

1904
Il proprietario del terreno di Neviano de' Rossi (Parma) tenta di ricavare petrolio dal sottosuolo con pozzetti a mano. La Société des Perforations Artésiennes abbandona i lavori a Nicosia (Catania). La Société Française des Pétroles perfora ad Arconi (Piacenza) tre pozzi sterili. La Sergardi cede la concessione di Ozzano (Parma) alla The Italian Petroleum Ltd, che vi perfora un pozzo di 198,5 m. rinvenendo gas. Continuerà i lavori scoprendo una vena di petrolio a 151 m.(produzione 500 lt. al giorno) nel 1908, e a 194 m. (produzione 18 mila lt. al giorno) nel 1909.
Un pozzo è spinto fino a 450 m. nel 1910. Un altro pozzo di 245 m., completato nel 1908, darà esito negativo.

1905
La Société Pétroles de Montechino distribuisce agli azionisti un interesse del 50%. L'Accomandita Italiana Petroli Scotti & C. si trasforma in Società Petrolifera Italiana (Spi) con sede in Piacenza e capitale di L. 500 mila; perfora due pozzi, il secondo dei quali terminato nel 1908, l'uno di 412 m. e l'altro di 620 m.. Col primo trova pochi litri di petrolio ma usando nuovi criteri riesce a mettere in coltivazione redditizia il campo di Vallezza in località Neviano de' Rossi (Parma) perforandovi fino al 1910 una decina di pozzi dove si trovano piccole quantità di petrolio; massima profondità: 316m.; produzione al 1910, 214 t. La concessione di Miano (Parma) passa alla The Italian Petroleum Ltd. La ditta Dante Vecchia, in seguito trasformatasi in Società Petroli dell'Appennino, dopo alcuni piccoli avampozzi esegue 2 pozzi a mano a Ca' Domenicali e a Savigno (Bologna), incontrando a 102 m. tracce di gas e 300 lt. d'olio. Continuano le ricerche sul Rio Canei (Bologna) iniziate dalla Huber, ad opera della Società dei Petroli e Paraffine di Piacenza; subentra quindi la Società Petroli dell'Appennino che nel 1907 spinge un pozzo a 475 m., incontrando gas e pressione, «prima con odor di benzina e poi con odor di jodio». Abbandona i lavori per incidenti tecnici.
Le ricerche, sospese in quella località, vengono riprese più a sud presso il Rio di S.Croce con tre avampozzi; uno dà «odor di petrolio», gli altri devono essere sospesi «a causa di una forte venuta di gas capace di dare una fiamma di m. 0,60 di altezza». Viene quindi decisa una trivellazione meccanica, spinta fino a 204 m.: si trova gas, utilizzato per i motori dell'impianto, ma nessuna traccia di petrolio. Vengono allora ripresi i tentativi nella valle del Rio della Palazzina, di fronte agli antichi pozzi del sig. Samuele Mattei; un pozzo di 240 m. incontra gas a 43 m. e a 160-239 m. mentre a 195 m. trova tracce bitumose nei detriti.

1906
La Société Pétroles de Montechino e la Société Française des Pétroles si fondono, dando vita in Fiorenzuola d'Arda alla Società Petroli d'Italia (Spdi), che rileva le concessioni Montechino e Velleja (dove in quegli anni erano aperti in totale 403 pozzi) e la raffineria di Fiorenzuola. La modesta raffineria di Fornovo Taro, sorta alla fine del secolo per iniziativa dell'Accomandita cav. Luigi Scotti & C., viene rilevata dalla Spi che in seguito la potenzierà. La Società Emiliana dei Petroli riprende presso Sassuno (Bologna) le ricerche abbandonate dall'ing. Muggia, che vi aveva perforato a macchina due pozzi (40 e 60 m.) produttivi di gas e olio; la trivellazione,che a 490 m. rinviene «continui segni di gas e petroli», sarà interrotta per dissesti finanziari. La stessa ditta Muggia aveva perforato a mano un pozzo di 16 m. presso Imola incontrando gas e «forte odor di benzina gorgogliante nell'acqua raccoltasi in fondo al pozzo». A Lesignano Bagni (Parma) la ditta Uccelli esegue un sondaggio; cede poi la zona alla Spdi.

1907
La concessione Corniglio (Parma) passa alla Uccelli, che la estende dalla coltivazione del gas a quella del petrolio, e spinge a 150 m. un sondaggio a macchina; la perforazione prosegue ad opera della Spdi che a 1037 m. incontra manifestazioni di gas, e petrolio paraffinoso a varie profondità. Nella stessa zona la Spi scava alcuni avampozzi di pochi metri rinvenendo gas. La Dante Vecchia esegue a macchina un pozzo a Monte delle Tombe (Bologna) che viene sospeso a 557 m. per incidenti di sondaggio. La Muggia perfora nella Valle Quaderna (Bologna). A Montechino vengono estratte oltre 8mila t. di petrolio. Diverse imprese esplorano a Rallio, Vicanino, Marzolara, Neviano de' Rossi e nelle valli dell'Idica del Sillano e del Samoggia.

1908
La Spi esegue un secondo pozzo sterile a Vicanino (Piacenza). La Spdi perfora nel Parmense a Lesignano Bagni, senza risultati soddisfacenti, e a Neviano e Miano.

1909
La stessa società perfora un pozzo di 1000 m. a Miano, usando come forza motrice, invece del carbone, il gas naturale di una manifestazione vicina, ed incontra livelli mineralizzati ad olio e gas. Perfora anche a Rallio 2 pozzi, il secondo dei quali termina l'anno seguente, rispettivamente a 403 e 328 m., ricavandone 60 mila lt. di petrolio.

 

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Product Details

Place of issue
Genova
Year of issue
1906
Nation of issue
Italia
Printer name
OFF. CARTE VALORI COEN
Autograph
Rarity Index
R4
Quotation Index
S4
Dimension
36x26

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