Fondata ufficialmente l’11 luglio 1897, la Società Anonima Calzificio Italiano nasce in un momento di forte espansione dell’industria tessile e manifatturiera nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, una delle regioni più industrializzate del Regno d’Italia. L’azienda viene registrata a Milano, con sede operativa a Pertusella, località strategica per la presenza di manodopera e infrastrutture ferroviarie.
Tra il 1897 e il 1913, la società incrementa il proprio capitale sociale, segno di una crescita significativa, portandolo da 600.000 lire a 4.800.000 lire, come deliberato dall’Assemblea Generale Straordinaria degli Azionisti nel giugno 1901. L’atto è confermato da successive iscrizioni presso il Tribunale Civile e Penale di Busto Arsizio.
🏭 Settore di Attività
Il "Calzificio Italiano" si occupava della produzione di calze, calzetteria e articoli tessili affini, sfruttando il know-how e la filiera del cotone, molto sviluppata nella zona di Busto Arsizio, Legnano e Gallarate. Il termine “calzificio” era usato per indicare aziende specializzate nella produzione industriale di calze, spesso per uomo, donna e bambino, realizzate sia in cotone che in lana.
🕰️ Contesto Storico (1897–1927)
Il periodo di attività della società, fissato tra il 1° luglio 1897 e il 30 giugno 1927, coincide con:
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La Seconda Rivoluzione Industriale in Italia, in cui si assiste alla diffusione dell’elettricità, della produzione meccanizzata e dell’espansione ferroviaria.
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L’Età Giolittiana, caratterizzata da riforme sociali, espansione economica e miglioramento delle condizioni lavorative, anche se con forti contraddizioni e conflitti sindacali.
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La partecipazione dell’Italia alla Prima Guerra Mondiale (1915-1918), che probabilmente convertì parte della produzione tessile a scopi militari (calze per truppe, materiali isolanti, ecc.).
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Il primo dopoguerra e l’ascesa del fascismo, con le prime politiche autarchiche che incentivavano la produzione nazionale.