La Società Interconsorziale Romagnola fu costituita ufficialmente a Ravenna il 9 aprile 1920, tramite atto rogato dal notaio Venturini Ubertini, con lo scopo dichiarato di occuparsi di:
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Concimi chimici
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Lavorazione e trasformazione di prodotti agrari
La S.I.R. rappresenta un modello di collaborazione tra consorzi agrari e settore chimico-industriale, con lo scopo di sostenere l’agricoltura romagnola attraverso la produzione di fertilizzanti e il trattamento dei prodotti agricoli. L’iniziativa rispecchia la vocazione agricola della Romagna, in particolare l’area ravennate, e la necessità di modernizzare il comparto rurale.
Secondo quanto riportato:
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Il capitale sociale era di Lire 4.000.000, con Lire 2.760.000 versati all’epoca dell’emissione.
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Il certificato è intestato al Consorzio Agrario Coop. di Imola, il che evidenzia come le azioni fossero detenute da organismi cooperativi locali.
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Il certificato rappresenta 202 azioni da Lire 1.000 ciascuna, per un totale di Lire 202.000.
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Il documento è stato emesso a Ravenna il 1° giugno 1927.
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Reca numerosi timbri “Annullato”, a indicare il successivo ritiro o sostituzione.
Il documento è decorato da una elegante cornice floreale blu e reca marche da bollo fiscali con timbro postale del 18 febbraio 1929.
🕰️ Contesto Storico: Italia del 1927 – Riforme agricole e industrializzazione
Il 1927 è un anno significativo nel quadro della politica economica del regime fascista:
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Mussolini è al potere dal 1922 e nel 1926 ha assunto pieni poteri dittatoriali.
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È in corso la “battaglia del grano”, una grande campagna nazionale per l’autosufficienza alimentare, che promuove l’uso di fertilizzanti e meccanizzazione.
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La chimica agricola diventa un settore strategico per la modernizzazione rurale.
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I consorzi agrari – come quello di Imola – sono tra i principali beneficiari delle politiche statali, e investono in iniziative industriali come la S.I.R.
Questo titolo testimonia la collaborazione tra mondo cooperativo agricolo e industria chimica, in linea con l’ideologia fascista dell’“economia corporativa”, che incoraggiava la sinergia tra settori produttivi.
Il design è sobrio ma elegante, con calligrafia tipica degli anni ’20, timbri ufficiali e bolli che ne certificano l’autenticità.