STABILIMENTI TESSILI ITALIANI - 1 AZIONE MILANO 1931
1931 - STABILIMENTI TESSILI ITALIANI - 1 AZIONE...
STABILIMENTI TESSILI ITALIANI - 1 AZIONE MILANO 1931
1931 - STABILIMENTI TESSILI ITALIANI - 1 AZIONE MILANO

1931 - STABILIMENTI TESSILI ITALIANI - 1 AZIONE MILANO

607
Disponibile
50,00 €
Tasse incluse Spedizione esclusa

Gli Stabilimenti Tessili Italiani nacquero da una serie di fusioni aziendali che coinvolsero importanti industrie tessili, tra cui il Benigno Crespi, il Cotonificio Veneziano e le Manifatture Toscane Riunite. Questo conglomerato operava nel settore tessile e cotoniero, uno dei pilastri dell'industria italiana della prima metà del XX secolo.

Descrizione


Certificato azionario emesso dalla società Stabilimenti Tessili Italiani S.A., con sede a Milano, datato novembre 1937 (Anno XV dell’Era Fascista). Il titolo rappresenta un'azione di Categoria A al portatore, con un valore nominale di 100 Lire.

L'azione presenta una raffinata cornice decorativa in verde con il logo della società in alto, che include gli stemmi delle aziende tessili che si fusero per dare vita a questa realtà industriale. Il certificato è completo di foglio cedole, un dettaglio ricercato dai collezionisti di scripofilia.

Firma degli amministratori presenti sul titolo.

Storia della società:

Gli Stabilimenti Tessili Italiani nacquero da una serie di fusioni aziendali che coinvolsero importanti industrie tessili, tra cui il Benigno Crespi, il Cotonificio Veneziano e le Manifatture Toscane Riunite. Questo conglomerato operava nel settore tessile e cotoniero, uno dei pilastri dell'industria italiana della prima metà del XX secolo.

La società fu fondata ufficialmente con questa denominazione nel 1929, in piena epoca fascista, in un periodo di riorganizzazione dell’industria italiana. La fusione di diverse imprese mirava a creare un gigante del tessile in grado di competere a livello nazionale e internazionale.

Il capitale sociale originario era di 80.000.000 Lire, successivamente ridotto a 20.000.000 Lire per adeguamenti finanziari. La società operava in un settore strategico, fornendo materiali per l’industria dell’abbigliamento e tessuti per la produzione nazionale.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il settore tessile italiano affrontò numerosi cambiamenti e riconversioni industriali, portando alla progressiva scomparsa o trasformazione di molte delle aziende storiche.

Rarità e Interesse Collezionistico:

Questo titolo è particolarmente interessante per i collezionisti di scripofilia italiana e dell’industria tessile. L’elegante grafica, la presenza di stemmi aziendali e il valore storico legato alla fusione di aziende simbolo del tessile italiano ne fanno un pezzo pregiato. Inoltre, la firma degli amministratori e la completezza del foglio cedole ne aumentano il valore per collezionisti e investitori.

Condizioni: Ottime condizioni di conservazione, stampa ben leggibile, firme originali visibili, presenza del foglio cedole.

Categoria di collezionismo: Industria Tessile – Italia – Anni '30 – Periodo Fascista

STABILIMENTI TESSILI ITALIANI.
Dopo la prima guerra mondiale e con l'avvento del fascismo in Italia, lo stabilimento di Crespi sentì il disagio provocato dalla crisi che colpì e paralizzò la maggior parte delle industrie italiane, sino a portarlo, nel 1931, ad un grave indebitamento nei confronti della Banca Commerciale Italiana. Per far fronte a tale crisi, quest'ultima, costituì una grande società , denominata Stabilimenti Tessili Italiani (STI), mediante la fusione di tre gruppi: il cotonificio di Crespi, le Manifatture Toscane Riunite ed il Cotonificio Veneziano. Il villaggio e la fabbrica divennero proprietà  della nuova società  e i Crespi, che in un primo momento avevano cariche nella STI, in breve tempo la lasciarono e, con essa, anche il villaggio che avevano costruito.
Nel 1936 l'IRI provvide allo smobilizzo delle proprietà  industriali della Banca Commerciale Italiana e cedette i tre gruppi originari della STI a privati: quello di Crespi prese la denominazione STI già  Benigno Crespi, ben presto abbreviata in STI.
Nel 1970 la STI venne fusa con la Manifattura Rossari & Varzi e lo stabilimento ne assunse anche la denominazione. Solo due anni più
tardi, la Rossari & Varzi, inserita in una complessa manovra finanziaria attuata dal gruppo di Michele Sindona, entrò in crisi, cessò ogni attività  e fu messa in liquidazione.
Dopo varie vicende ed interventi degli operai, degli abitanti di Crespi, delle organizzazioni sindacali e delle autorità  a livello comunale, provinciale e regionale, l'azienda venne acquistata da due società: l'Addafilo e la  Inditex, costituite dalla Gepi e da alcune società private.
La Inditex (che comprendeva la tessitura, la tintoria ed una nuova filatura) assorbì un organico di circa 700 operai e si basava sulla partecipazione Gepi-Legler.
L 'Addafilo (che comprendeva la vecchia filatura e la centrale elettrica e termica) era amministrata da un gruppo di sei società  (Gepi, Legler, Zucchi, Bassetti, Eliolana, e Lane Rossi) e dava lavoro a circa 200 dipendenti.
Col passare degli anni la Legler acquistò le quote di tutte le altre società  e nel 1976 rimase unica proprietaria del complesso di Crespi d'Adda. Per quanto ridimensionata nel numero del personale, l'azienda riuscì a garantire un riassorbimento abbastanza soddisfacente delle maestranze precedentemente dipendenti STI.
Col rinnovo della maggior parte dei macchinari e con l'impostazione di un nuovo tipo di produzione basato sulla confezione di tessuto Denim, lo stabilimento continua oggi la sua attività.

"

Dettagli del prodotto

Luogo di emissione
Milano
Anno di emissione
1931
Nazione di emissione
Italia
Nome stampatore
OFF.CARTE VALORI TURATI LOMBARDI E C.-MILANO
Indice di rarità
R2
Indice di quotazione
S2
scripofilia

Reviews (0)

No reviews
Prodotto aggiunto alla lista dei desideri
Prodotto aggiunto al comparatore