Storia di Cavarzere Nacque come avamposto fortificato di Adria e fu in seguito occupato dai Romani. Dalle Fossiones philistinae, il sistema di arginatura dell'Adige che si trovavano poco più a nord, prese il nome di Caput aggeris, che divenne quindi Caputargilis, quindi Caodarzere in veneto e Cavarzere in italiano.
Anticamente compresa nella Laguna di Venezia, fu in seguito rifugio per le popolazioni della zona in occasione dell'invasione degli Unni nel 452 e dei Longobardi nel 568. Sin da allora fece parte della Venezia Marittima, evolutasi poi nel Ducato di Venezia.
Nel XII secolo era retto da un podestà inviato dalla Repubblica di Venezia.
Nel XVI secolo il castello venne abbattuto: al suo posto ora vi è il duomo e gli argini del fiume Adige. Lo stemma della città raffigura ancora l'antico castello.
Durante la Repubblica Cisalpina il territorio comunale di Cavarzere venne smembrato in tre comuni: Cavarzere Destro, San Giuseppe e Rottanova. In seguito al Trattato di Campoformio, Cavarzere Destro finì sotto il dominio dell'Austria e Cavarzere Sinistro sotto il dominio napoleonico insieme a San Giuseppe, recidendo così il suo legame con Venezia.
Nel 1923 doveva essere divisa tra le province di Rovigo e di Venezia, ma le proteste della popolazione fecero recedere da questo proposito.
Fu quasi completamente rasa al suolo dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e per questo motivo si è gemellato con Cassino. Subì i danni dell'alluvione del Polesine del 14 novembre del 1951. Settimo Torinese, anch'essa gemellata, fu una delle destinazioni degli sfollati, che vi si trasferirono permanentemente.