Il prestito era strutturato attraverso l'emissione di 80 obbligazioni del valore nominale di Lire 500 ciascuna, per un totale di Lire 40.000. Queste obbligazioni garantivano un tasso di interesse annuo del 6% e prevedevano un piano di rimborso insolito e originale: anziché un piano di ammortamento convenzionale, il prestito doveva essere rimborsato attraverso estrazioni a sorte annuali per 24 anni consecutivi.
La peculiarità di questo metodo di rimborso risiedeva nella distribuzione equa degli oneri tra i cittadini, permettendo loro di partecipare attivamente alla gestione finanziaria del Comune. Le estrazioni a sorte annuali offrivano una sorta di "lotteria finanziaria" che coinvolgeva la comunità nel processo di rimborso del prestito.
Il prestito era garantito dalle attività comunali, in particolare dall'estimo comunale e dalle imposte, esentando il Comune dalla necessità di creare nuove tasse o imposte specifiche per il rimborso. Questa garanzia rifletteva la fiducia nel patrimonio e nella capacità finanziaria del Comune di Mesola, che si impegnava a onorare gli obblighi derivanti dal prestito utilizzando le risorse a sua disposizione.
Il titolo storico finanziario relativo a questo prestito, emesso a Mesola il 31 gennaio 1869, rappresentava un documento tangibile della transazione e portava le firme autentiche del Sindaco, dei commissari, dell'assessore e del segretario comunale, confermando l'autenticità e la validità dell'impegno preso dal Comune.
Il Prestito di Lire 40.000 del Comune di Mesola costituisce quindi un esempio interessante di innovazione finanziaria e di coinvolgimento della comunità locale nella gestione delle finanze pubbliche, offrendo uno spaccato della vita amministrativa e finanziaria dei comuni italiani del XIX secolo.