I titoli finanziari emessi per questo prestito erano chiamati "Cartelle" e avevano un tasso di interesse del 12%. Le Cartelle erano al portatore, il che significava che potevano essere trasferite di mano in mano senza la necessità di essere registrate presso un'istituzione finanziaria. I tagli disponibili per queste Cartelle variavano da 100.000 a 50.000.000 di lire.
Un elemento distintivo di questi titoli finanziari era la presenza di scene di attività agreste rappresentate nel titolo. Queste scene potevano raffigurare varie attività legate all'agricoltura e all'ambiente rurale, come la coltivazione dei campi, la pastorizia, la produzione di cibo o altri aspetti della vita rurale.
L'emissione del prestito aveva l'obiettivo di finanziare le necessità di bilancio dello Stato italiano attraverso l'emissione di titoli di debito pubblico. I fondi raccolti tramite questo prestito avrebbero potuto essere utilizzati per finanziare spese pubbliche come investimenti, programmi di sviluppo, servizi pubblici o altre esigenze finanziarie dello Stato.
Come indicato nel nome, il prestito era redimibile, il che significa che il governo italiano aveva l'obbligo di rimborsare il capitale e gli interessi ai detentori delle Cartelle alla scadenza concordata.
In sintesi, il Prestito redimibile al 12% del Debito Pubblico dello Stato Italiano del 1980 è stato un'emissione di titoli di debito pubblico finalizzata al finanziamento delle necessità di bilancio dello Stato. Le Cartelle al portatore emesse presentavano scene di attività agreste e potevano essere negoziate liberamente sul mercato finanziario.