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1929 - ACNA AZIENDE CHIMICHE NAZIONALI ASSOCIATE - 5 AZIONI - MILANO

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1929 - ACNA AZIENDE CHIMICHE NAZIONALI ASSOCIATE -
5 AZIONI - MILANO

COSTITUITA CON ATTO L'8 APRILE 1925

Description

L'ACNA, acronimo di Azienda Coloranti Nazionali e Affini, è stata un'importante azienda chimica italiana attiva dal 1929 al 1999 a Cengio (stabilimento principale), oltre che a Cesano Maderno e Rho, e nota soprattutto per l'inquinamento di terreni e acque legato alle sue attività.

Il 26 marzo 1882 il comune di Cengio autorizzò la costruzione di una fabbrica di dinamite (Dinamitificio Barberi), a poche centinaia di metri dal confine con il comune di Saliceto, confine tra l'altro tra Piemonte e Liguria. I motivi che portano alla scelta di Cengio per la costruzione della fabbrica, situata su un'ansa del fiume Bormida, furono principalmente la grande disponibilità d'acqua e di manodopera a basso costo e il collegamento ferroviario con il vicino porto di Savona. Nel 1890 gli operai erano già 700, quando Cengio contava circa 1300 abitanti.

Nel 1906 il dinamitificio Barberi viene rilevato dalla Società Italiana Prodotti Esplodenti. Erano gli anni delle guerre coloniali in Libia, gli esplosivi venivano usati massicciamente nelle guerre per la creazione dell'Impero coloniale italiano.

Nel 1908 gli impianti industriali occupavano 50 ettari. Venivano prodotti acido solforico, oleum e tritolo. Cominciarono però a farsi sentire gli effetti dell'inquinamento: da anni non si poteva più derivare l'acqua del Bormida per irrigare, la nebbia e le piogge portarono il fenolo nei terreni, e nel 1909 il pretore di Mondovì vietò l'utilizzo a scopo potabile dei pozzi nei comuni di Saliceto, Camerana e Monesiglio. I confini amministrativi segneranno, negli anni seguenti, una netta spaccatura tra i liguri, che dalla fabbrica ricevevano i benefici occupazionali, e i piemontesi, che subivano gli effetti dell'inquinamento di 100 km di fiume (fino alla confluenza con il Tanaro ad Alessandria).

La fabbrica raggiunse il massimo numero di occupati, circa 6000, nel 1918, in piena guerra mondiale. Nel 1922 il pretore ordinò la chiusura dell'acquedotto di Cortemilia. Nel 1925 l'Italgas rilevò l'impianto, per riconvertirlo alla produzione di coloranti. Insieme allo stabilimento di Cengio, vennero rilevati gli impianti di Rho e Cesano Maderno, e nel 1929 viene costituita l'ACNA, acronimo di Aziende Chimiche Nazionali Associate. La situazione finanziaria del gruppo peggiorò rapidamente, e nel 1931 l'Italgas fu costretta a cedere l'ACNA alla Montecatini e alla IG Farben. L'acronimo ACNA non cambiò, ma di qui in avanti la denominazione sarà Azienda Coloranti Nazionali e Affini; i dipendenti erano circa 700. Riprese anche la produzione di esplosivi e di gas tossici, necessari per la guerra d'Abissinia. Tali gas vennero usati in Eritrea.

Nel 1938, 600 contadini citarono l'azienda per danni causati dall'inquinamento. Nel 1962, dopo 24 anni, la sentenza dà loro torto condannandoli al pagamento delle spese processuali. Nell'ottobre 1939 una tremenda esplosione aveva causato la morte di cinque operai.

Nel 1966 l'ACNA seguì il destino della Montecatini, che la controllava, quando si unì con la Edison per formare il gruppo Montedison. Nel 1988 la Montedison conferirà le attività della controllata ACNA alla neonata società Enimont (joint-venture tra ENI e Montedison). In seguito allo scandalo e al fallimento di quest'ultima (1991), le attività passeranno interamente sotto il controllo dell'EniChem; l'ACNA aveva però un deficit altissimo (80 miliardi l'anno), con produzioni ormai sorpassate.

Intanto si continuò a costruire l'inceneritore per i solfati. Nel 1993, però, il Consiglio di Stato confermò che i lavori dovevano essere interrotti, in quanto non era stata effettuata la Valutazione di impatto ambientale (VIA). Nel 1994, il ministro dell'ambiente Altero Matteoli diede successivamente la sua approvazione alla costruzione. Il 1º agosto 1996, sotto la gestione del suo successore Edo Ronchi fu riscontrata la mancata disponibilità da parte dell'ACNA all'accettazione delle prescrizioni assunte in sede di parere della Commissione VIA. Di conseguenza fu emesso un parere negativo, di concerto con il Ministro dei Beni culturali e ambientali.

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Product Details

Place of issue
Milano
Year of issue
1929
Nation of issue
Italia
Rarity Index
R1
Quotation Index
S2
Dimension
30x18

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