Nel 1853 il Monte divenne una banca a tutti gli effetti, abilitata anche all'esercizio del credito fondiario. Continuò (e continua tuttora) ad esercitare il monte dei pegni.
Nel 1928 prese il nome di Istituto Bancario San Paolo di Torino[3]. Il San Paolo partecipò al salvataggio della Banca Agricola Italiana di Riccardo Gualino, rilevandone la rete di filiali in Piemonte e Liguria[3]. Nel 1932, nell'ambito della risistemazione del sistema bancario italiano conseguente alla crisi del '29, il San Paolo venne dichiarato insieme ad altre banche istituto di credito di diritto pubblico, ovvero sotto uno stringente controllo statale.
Nel 1987 acquisì la quota di maggioranza della Banca Provinciale Lombarda. Questa operazione portò in dote all'Istituto torinese circa 400.000 clienti e una rete distributiva composta da 117 sportelli bancari. Nel 1993 la Banca Provinciale Lombarda e il Banco Lariano furono definitivamente incorporati.
Nel 1991 acquisì il controllo del Crediop, che fu successivamente ceduto a Dexia nel 1999 dal Sanpaolo IMI.
Nel 1992, in seguito alla Legge Amato, l'istituto fu trasformato in società per azioni con il nome di Istituto Bancario San Paolo di Torino S.p.A. e privatizzato. La Compagnia di San Paolo ne rimase il maggior azionista.
Negli anni Novanta divenne la più grande banca italiana per raccolta. Si rese popolare attraverso una campagna pubblicitaria televisiva, interpretata da Vittorio