Nel capoluogo lombardo sorse la sede della nuova impresa con la denominazione di Società Anonima Torcitura di Borgomanero e con consigliere delegato Vittorio Charollais. Lo stabilimento di Borgomanero, destinato a dare occupazione a 700 operai, fu realizzato su progetto dell’ing. Sozzi di Milano e la direzione dei lavori fu affidata all’ing. Carlo Tinivella e all’ing. Croppi. La nuova attività completava il panorama del nascente sistema industriale borgomanerese che già annoverava l’incannatoio di seta Imperatori quindi Leopoldo Wollert e Giulio Strazza, detto fabbrichìn, e le officine meccaniche Filippo Uecher e C., passate poi sotto il controllo di Giovanni Battista Primatesta.
La moderna Borgomanero industriale si concentrò soprattutto nella parte a nord del territorio comunale che si era andata ricoprendo di impianti, servizi e nuove costruzioni come la citata Wollert e Strazza, la cereria Savoini, la falegnameria Cassina, il Ricovero di Mendicità e la nuova sede dell’Ospedale. I maggiori complessi si avvalsero dell’apporto determinante del capitale straniero. La scelta degli investitori, specialmente nel comparto serico, fu ben oculata. Infatti, a Borgomanero essi trovarono manodopera abbondante e docile, una tecnologia evoluta (i macchinari di Charollais venivano dalla Tosi di Legnano e dalla Battaglia di Luino, industria pioniera del meccano-tessile), la disponibilità di energia elettrica, un originale know-how frutto di una secolare tradizione nella filatura della seta e di una bachicoltura tra le più rilevanti nel mercato novarese.