CERTIFICATO LIRE 2500 5% - REGNO D'ITALIA ROMA 1923
CERTIFICATO LIRE 2500 5% - REGNO D'ITALIA ROMA 1923

1923 - CERTIFICATO LIRE 2500 5% - REGNO D'ITALIA ROMA

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Introduzione Il documento che stiamo esaminando è un Certificato di Debito Pubblico Consolidato al 5% emesso dal Regno d'Italia il 21 giugno 1927. Questo certificato era parte delle politiche di consolidamento del debito pubblico italiano, utilizzato per finanziare le esigenze dello Stato durante il periodo tra le due guerre mondiali. In quegli anni, l'Italia era sotto il regime fascista di Benito Mussolini, e il governo cercava di stabilizzare l'economia e sostenere la crescita infrastrutturale attraverso l'emissione di titoli di debito.

Descrizione

Titolo: "Certificato di Debito Pubblico Consolidato al 5% del Regno d'Italia: Un Documento del 1927"

Introduzione Il documento che stiamo esaminando è un Certificato di Debito Pubblico Consolidato al 5% emesso dal Regno d'Italia il 21 giugno 1927. Questo certificato era parte delle politiche di consolidamento del debito pubblico italiano, utilizzato per finanziare le esigenze dello Stato durante il periodo tra le due guerre mondiali. In quegli anni, l'Italia era sotto il regime fascista di Benito Mussolini, e il governo cercava di stabilizzare l'economia e sostenere la crescita infrastrutturale attraverso l'emissione di titoli di debito.

Contesto Storico Il 1927 è un anno significativo nella storia italiana, segnato da politiche economiche che cercavano di rafforzare la lira e stabilizzare il sistema finanziario nazionale. Dopo la Prima Guerra Mondiale e la crisi economica che ne seguì, il governo fascista adottò misure per ridurre il debito pubblico e incentivare gli investimenti interni. L'emissione di certificati di debito pubblico consolidato al 5% era parte di questa strategia.

Questi titoli rappresentavano un'opzione sicura per gli investitori, offrendo un rendimento fisso e esente da imposte. La loro popolarità tra i risparmiatori italiani era incentivata dalla propaganda del regime, che presentava l'investimento nei titoli di Stato come un atto di patriottismo e fiducia nel futuro dell'Italia.

Analisi del Documento. La parte superiore del certificato è decorata con un ritratto di Re Vittorio Emanuele III, circondato da ornamenti floreali in stile neoclassico. La cornice blu e i dettagli decorativi conferiscono al certificato un aspetto solenne e ufficiale, tipico dei titoli emessi durante quel periodo. Il certificato è firmato dal Direttore Generale e dal Capo di Divisione, con il timbro "ANNULLATO" che indica che il titolo è stato successivamente estinto.

Caratteristiche del Certificato Il Debito Pubblico Consolidato al 5% garantiva un interesse fisso esente da qualsiasi imposta presente o futura, come previsto dalla Legge del 22 maggio 1915, n. 671, e dal Regio Decreto del 2 gennaio 1917. Le rate di interesse erano pagabili il 1° gennaio e il 1° luglio di ogni anno, rendendo questi titoli un'opzione stabile per i risparmiatori.

Il certificato, essendo nominativo, offriva maggiore sicurezza rispetto ai titoli al portatore, in quanto legato a un beneficiario specifico. Questo lo rendeva meno suscettibile a furti o smarrimenti, ma ne limitava la trasferibilità.

Il Ruolo del Consolidamento del Debito Durante gli anni '20, il consolidamento del debito pubblico era una priorità per il governo fascista. L'emissione di titoli a lungo termine con un tasso di interesse fisso era una strategia per ridurre il debito a breve termine e stabilizzare le finanze pubbliche. Questo tipo di certificato rifletteva la volontà del governo di incentivare il risparmio interno, riducendo al contempo la dipendenza da capitali stranieri.

Rilevanza per il Collezionismo Certificati come questo sono oggi molto apprezzati dai collezionisti di scripofilia, non solo per il loro valore storico, ma anche per il loro design dettagliato e le firme autentiche. Il contesto storico del 1927, un periodo di stabilizzazione economica sotto il regime fascista, conferisce a questo certificato un significato particolare per gli appassionati di storia italiana.

Conclusione Il Certificato di Debito Pubblico Consolidato al 5% del 1927 rappresenta più di un semplice titolo finanziario: è una testimonianza del contesto economico e politico di un'epoca cruciale per l'Italia. Collezionare e preservare tali documenti significa custodire una parte importante della storia economica italiana, offrendo uno spaccato unico sulle strategie finanziarie adottate durante il regime fascista.

 

Dettagli del prodotto

Luogo di emissione
Roma
Anno di emissione
1923
Nazione di emissione
Regno d'Italia
Indice di rarità
R3
Indice di quotazione
S3
scripofilia

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