I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) sono titoli obbligazionari a medio-lungo termine emessi dal Ministero del Tesoro per finanziare il debito pubblico italiano. Questo specifico certificato presenta:
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Emittente: Direzione Generale del Debito Pubblico – Ministero del Tesoro
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Data di emissione: novembre 1990
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Durata: 4 anni (scadenza 1994)
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Tasso di interesse lordo: 12,50% annuo
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Valore nominale: 5.000.000 di lire italiane1
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Iscritto nel Gran Libro del Debito Pubblico
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Stampato da IPZS – Officina CVR Roma, su carta di sicurezza, con elementi magnetici leggibili elettronicamente
In alto a sinistra, è presente l’effigie del pittore Raffaello Sanzio, elemento iconografico adottato in molte serie di titoli pubblici italiani degli anni ’80 e ’90, per promuovere un’immagine culturale della Repubblica.
Il documento riporta anche:
- Timbri e segnature fiscali per validazione da parte degli uffici postali o bancari
🕰️ Contesto Storico: Italia 1990 – Tra lira, inflazione e debito pubblico
Nel 1990, l’Italia era alle prese con una situazione economica complessa:
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Il debito pubblico superava il 100% del PIL, in rapida crescita
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L’inflazione, seppur in calo rispetto agli anni ’70–’80, era ancora significativa
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I tassi d’interesse sui titoli pubblici erano elevati per incentivare i risparmiatori a sottoscrivere BTP, CCT e BOT
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Il BTP al 12,5% rifletteva il costo reale del denaro, molto superiore a oggi
Nel contesto geopolitico:
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L’Italia partecipava all’Unione Europea, ma ancora non aveva adottato l’euro
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Era in corso la transizione verso il Trattato di Maastricht (1992), che avrebbe imposto limiti severi al debito/pil per entrare nella futura Unione Monetaria
Questo BTP rappresenta quindi una fotografia dell’Italia pre-euro, fondata ancora sulla gestione nazionale del debitotramite titoli a tasso fisso, destinati al risparmio familiare.