Introduzione Il documento che stiamo analizzando è un'obbligazione emessa nel 1869 dalla Città di Venezia, autorizzata dal Governo Italiano tramite Regio Decreto. Si tratta di un titolo legato a un prestito a premi, un meccanismo che combinava la funzione di obbligazione con l'opportunità di ottenere premi attraverso sorteggi. Questo tipo di obbligazioni era molto popolare nel XIX secolo, in quanto attirava investitori non solo con un tasso d'interesse fisso ma anche con la prospettiva di guadagni aggiuntivi attraverso premi in denaro.
Contesto Storico Nel 1869, l'Italia era un Paese relativamente giovane, avendo raggiunto l'unificazione solo pochi anni prima, nel 1861. Venezia, una delle ultime grandi città italiane ad essere annessa al Regno d'Italia nel 1866, necessitava di fondi per sviluppare infrastrutture e migliorare i servizi pubblici. A tal fine, il Comune di Venezia decise di emettere un prestito a premi per raccogliere capitali. Questo tipo di prestito non solo contribuiva al finanziamento delle opere pubbliche, ma incentivava anche l'interesse dei cittadini attraverso un sistema di premi.
Analisi del Documento Il titolo che esaminiamo ha un valore nominale di 30 lire ed è stato emesso come parte di un prestito complessivo di 44.700.000 lire.
La parte frontale del documento è impreziosita da una cornice decorativa in rosso, con una calligrafia elegante che evidenzia le informazioni chiave come il capitale, i premi e le modalità di rimborso. Il testo specifica che l'obbligazione è stata emessa in base a un Regio Decreto del 10 settembre 1869, e che il capitale sarebbe stato rimborsato con premi che andavano da 100.000 lire a 1.000 lire.
Funzionamento del Prestito a Premi Questa obbligazione faceva parte di una serie di titoli che, oltre a garantire un rendimento, offrivano la possibilità di vincere premi aggiuntivi attraverso sorteggi periodici. Gli estratti avvenivano a cadenza annuale o semestrale, offrendo ai detentori dei titoli l'opportunità di ottenere premi sostanziali senza dover rinunciare al rimborso del capitale.
Il prospetto d'estrazione riportato sul retro del documento illustra in dettaglio le date delle estrazioni e le modalità di assegnazione dei premi. Tra il 1869 e il 1919, furono effettuate estrazioni regolari, con un totale di 119 estrazioni che coinvolsero varie serie di obbligazioni. Ogni estrazione si svolgeva presso la sede della Cassa Comunale di Venezia, sotto la supervisione delle autorità cittadine.
Il Ruolo di Torino Un aspetto interessante del documento è la presenza di riferimenti alla città di Torino. Ciò suggerisce che parte delle operazioni legate al prestito, come la stampa dei titoli e l'organizzazione delle estrazioni, avvenivano in collaborazione con aziende torinesi specializzate nella produzione di documenti finanziari.
Rilevanza per il Collezionismo Le obbligazioni come questa rappresentano un capitolo affascinante della storia finanziaria italiana e sono ricercate dai collezionisti di scripofilia. Il valore di tali documenti non risiede soltanto nel loro contenuto finanziario, ma anche nel loro significato storico. Essi riflettono una fase di transizione per Venezia, che stava integrandosi nel nuovo Regno d'Italia e cercava di modernizzare le sue strutture economiche.
Gli esemplari in buone condizioni, con firme originali e dettagli intatti, sono particolarmente apprezzati sul mercato. Il presente documento reca la firma autografa di Cardetti Giovanni, una figura di rilievo nella gestione finanziaria veneziana dell'epoca, aggiungendo ulteriore valore storico e collezionistico.
Conclusione Questo titolo obbligazionario del 1869 emesso dalla Città di Venezia è molto più di un semplice documento finanziario: è una testimonianza tangibile di un periodo di grande trasformazione per la città e per l'Italia intera. Attraverso il prestito a premi, Venezia riuscì a raccogliere i fondi necessari per sostenere la sua crescita e modernizzazione, offrendo al contempo ai cittadini un'opportunità di guadagno e di partecipazione agli affari pubblici.