I titoli emessi per questo prestito erano conosciuti come "Cartelle" e avevano un tasso di interesse del 5%. Le Cartelle erano al portatore, il che significa che potevano essere trasferite di mano in mano senza la necessità di essere registrate presso un'istituzione finanziaria. Questa caratteristica le rendeva facilmente negoziabili sul mercato.
L'incisione presente sui titoli storici del Prestito per la riforma fondiaria è stata realizzata da Mario Colombini, mentre il disegno è stato realizzato da E. Filippi. Purtroppo, non dispongo di informazioni dettagliate sulle specifiche dell'incisione o del disegno in questione.
L'emissione del prestito aveva l'obiettivo di finanziare la riforma agraria attraverso il coinvolgimento di cittadini italiani che desideravano investire nel settore. Questo ha permesso ai privati di sostenere l'opera di riforma fondiaria e allo stesso tempo di ottenere un rendimento finanziario attraverso gli interessi pagati sul prestito.
È importante notare che il prestito a tasso fisso del 5% era redimibile, il che significa che il governo italiano aveva l'obbligo di rimborsare il capitale e gli interessi ai detentori delle Cartelle alla scadenza concordata. Il periodo di rimborso e le condizioni specifiche possono variare a seconda del contratto sottoscritto tra il governo e i sottoscrittori del prestito.
Le Cartelle emesse per questo prestito rappresentano quindi un importante capitolo nella storia finanziaria dell'Italia, poiché hanno sostenuto uno dei più significativi programmi di riforma agraria nel paese.