1880 - LA SERICOLTURA ASSOCIAZIONE DEI...
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1880 - LA SERICOLTURA ASSOCIAZIONE DEI BACHICOLTORI - OBBLIGAZIONE - TORINO
1880 - LA SERICOLTURA ASSOCIAZIONE DEI BACHICOLTORI - OBBLIGAZIONE - TORINO

1880 - LA SERICOLTURA ASSOCIAZIONE DEI BACHICOLTORI - OBBLIGAZIONE - TORINO

9602
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1880 - LA SERICOLTURA ASSOCIAZIONE DEI BACHICOLTORI - OBBLIGAZIONE - TORINO
COSTITUITA CON ATTO 20 MARZO 1880
Disegnato da Celesia e stampato dalla Litografia A. Chevalier di Torino

SPLENDIDO DOCUMENTO  DEL PERIODO PREUNITARIO
SUGGESTIVE VIGNETTE DI FOGLIE CON I BACHI DA SETA INSERITE IN
UN BELLISSIMO ORNATO

Descrizione

La bachicoltura (o sericoltura) è l'allevamento del baco da seta (Bombix mori) per la produzione di bozzoli da cui si ricava il filo di seta.

Etimologia

Il termine bachicoltura, sta per "coltura del baco". Sericoltura invece, deriva dal latino "sericus", seta, dal quale poi deriverà il termine italiano sericite, minerale molto diffuso in oriente, di lucentezza pari a quella della seta.

Storia

La bachicoltura comincia ad essere praticata in Cina, probabilmente già nel VII millennio a.C.. La leggenda vuole che la sua nascita sia dovuta all'imperatrice Xi Ling Shi, moglie dell'imperatore Huang Di : fu lei che si accorse del filamento serico, dopo che un bozzolo le era caduto accidentalmente nella tazza di tè bollente. Per millenni fu un procedimento tenuto segreto, in modo da poter mantenere il monopolio cinese della produzione della seta. Nonostante ciò, in epoche successive, si sono verificate fughe dell'arte della produzione della seta verso Il Giappone, la Corea e l'India.

Europa

In Europa, sebbene l'Impero romano conoscesse e apprezzasse la seta, la conoscenza della sericoltura è giunta solo intorno al 550, attraverso l'Impero bizantino; la leggenda dice che monaci agli ordini dell'imperatore Giustiniano furono i primi a portare a Costantinopoli alcune uova di baco da seta nascoste nel cavo di alcune canne.

Il XII secolo

Dal XII secolo l'Italia fu la maggior produttrice europea di seta, primato che le venne conteso dalla zona di Lione in Francia nel XVII secolo.[senza fonte] L'allevamento dei bachi fu un importante reddito di supporto all'economia agricola e la produzione e commercio di tessuti, assieme a quella della lana, un'industria molto redditizia, che diede ricchezza e potere alle corporazioni che praticavano l'Arte della Seta a Firenze. Con la rivoluzione industriale la bachicoltura ebbe un grande sviluppo, soprattutto nel nord Italia, per fornire le nascenti filande industriali di materia prima. Il baco da seta fù importato dai cinesi in europa e la cina tuttora è la maggiore produttrice della seta.

Il declino italiano

La produzione di bozzoli in Italia cominciò a declinare nel periodo tra le due guerre mondiali fino a scomparire dopo l'ultima, a causa di due fattori: la produzione di fibre sintetiche e il cambiamento dell'organizzazione agricola, dove l'allevamento dei bachi era affidato ai singoli contadini e mezzadri soprattutto alle donne e ai bambini. Con l'inurbamento e l'industrializzazione la concorrenza estera divenne insostenibile.

Oggi la bachicoltura in Italia è praticamente scomparsa, poche aziende allevano bachi per una piccola produzione artigianale di nicchia o come esempio didattico. Degna di segnalazione è la Sezione specializzata per la bachicoltura di Padova.

Dettagli del prodotto

Luogo di emissione
Torino
Anno di emissione
1880
Nazione di emissione
Regno d'Italia
Nome stampatore
Litografia A. Chevalier di Torino
Indice di rarità
R9
Indice di quotazione
S5
scripofilia

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